Di musica, sentimenti e sensazioni
Sto praticando la tecnica dei sogni lucidi.
Una cosa che ho realizzato in questi giorni, e che mi ha sorpresa non poco, è l’importanza delle sensazioni.
E ho compreso la differenza fra sentimenti e sensazioni.
La nostra anima parla attraverso le sensazioni; il mondo spirituale è fatto di sensazioni.
I sentimenti sono appannaggio della mente cosciente e razionale.
Ho compreso finalmente la frase di Neville Goddard, “Feeling is the secret”, tradotta male con la parola sentimento (e non sensazione). Una traduzione che, secondo me, porta fuori strada molti lettori italiani.
E ho capito anche probabilmente per quale motivo sono rimasta così colpita dalla canzone che Levante ha portato a Sanremo.
Perché sono utili i sogni lucidi?
Ci fanno toccare con mano la vera natura della vita, della nostra coscienza creatrice, della fluidità dell’esistenza che cambia ogni istante.
Le sensazioni affiorano un attimo prima del pensiero, prima che si azioni la mente razionale, e difficilmente puoi tradurle in parole.
Nei sogni, quando la mente razionale è addormentata e non intralcia, sono loro le protagoniste e non vengono soffocate da quel fastidioso chiacchierio mentale con cui conviviamo nel periodo di veglia.
I sentimenti sono meno fluidi; sono delle sensazioni più cristallizzate e razionalizzate.
In amore, per esempio, possiamo provare migliaia di sensazioni fugaci, genuine, autentiche nei confronti dell’altro; sensazioni impercettibili, che scorrono in uno stato di coscienza profonda e non sono ancora affiorate nella mente cosciente.
Le sensazioni sono come farfalle che volano via veloci e libere. I sentimenti sono i retini che provano a catturarle. Amore, paura, tristezza, rabbia, gioia.
Vuoi sapere cosa provi davvero nei confronti della persona che hai davanti?
Ascolta le sensazioni che emergono e zittisci la mente che pronuncia la parola amore.
Se ti colleghi con quella parte più autentica e profonda, senza giudizio o paura, puoi essere travolto da un mare di sensazioni così diverse e irrazionali. Percepisci particolari che altrimenti non noteresti.
Puoi alzarti al mattino e accorgerti della sua curva delle labbra leggermente più alta rispetto al giorno prima o di quella piccola ruga di stanchezza un po’ più evidente intorno al suo occhio destro.
Un secondo prima di fronte a chi ami puoi provare un leggero fastidio, il secondo dopo sei travolto da un'ondata di tenerezza.
I sentimenti, al contrario, ti mostrano la stessa immagine dell’altro, così famigliare e rassicurante.
Nessuna aspettativa delusa, nessuna sorpresa.
Tutto è come mi aspetto che sia e questo fatto non mi sconvolge, non mi fa mettere in discussione. Non mi cambia.
L’amore diventa rassicurante e io ne sono grato.
Ma l'amore, quello vero, non può mai essere davvero rassicurante e sempre uguale, perché le persone non sono mai sempre uguali. Sarebbe artefatto.
Per questo ci sembra così contraddittorio e incomprensibile, ci terrorizza.
Se ascolti le sensazioni, cogli tutte quelle sottili sfumature di cui la mente razionale non si accorge mai.
La sensazione è istantanea, è presente, pura e onesta, mentre il sentimento passa attraverso la mente razionale e la sua narrazione e perde, perciò, la sua sincerità.
Se ti chiedessero: “Perché lo ami?” le sensazioni esploderebbero in un’infinità diverse di risposte, ma la mente dopo un’attenta valutazione sceglierebbe la risposta più consona. “Lo amo perché è serio, affidabile, mi fa ridere, mi è stato vicino, è il mio migliore amico”.
E anche quando cerca risposte in apparenza più creative, (è l’altra metà della mela, è il mio pezzo mancante), in realtà si illude di aver davvero capito quel che prova.
Levante, con il suo brano, ha provato a parlare dell’amore attraverso sensazioni viscerali, da una prospettiva più profonda rispetto a quella a cui siamo abituati in quel contesto.
Gran parte delle canzoni italiane parla di sentimenti o di concetti, ma davvero poche mettono le sensazioni in primo piano.
Ecco perché credo che la musica sia un termometro capace di indicarci il grado di consapevolezza della gente.
Ed ecco perché sono sempre più apprezzati e sostenuti i brani che affrontano temi importanti, sì, ma dal punto di vista razionale.
Anche quando raccontano un vissuto emotivo personale e fragile, se lo fanno usando immagini famigliari e luoghi comuni, sarà sempre un vissuto passato al vaglio della mente razionale e non del tutto sincero e genuino. Mancherà quello sforzo creativo di cercare le parole più adatte.
Ragion per cui ci ritroviamo dei testi che hanno le stesse metafore, le stesse immagini.
I mostri sono dentro di noi, scivoli via, ho toccato il fondo, sei il migliore dei miei sbagli, il tempo vola, è importante il viaggio non la meta, c’è bisogno di dolore per un po’ di felicità, il male necessario eccetera eccetera.
È la mente razionale, però, che è convinta che si debba soffrire necessariamente, per crescere e stare bene.
La nostra essenza più autentica sa che non è così.
Quando proviamo a collegarci con lei, difficilmente useremo immagini comuni.
Cercheremo sempre di raccontarci con più precisione possibile, scegliendo espressioni personali.
Lucio Dalla lo faceva in maniera magistrale.
Il nostro vissuto è unico, vogliamo che sia riconosciuto per questo e ci teniamo a non banalizzarlo, a non sminuirlo con soluzioni linguistiche consumate.
Se decidiamo di metterci davvero a nudo, cercheremo il più possibile di non omologarci con le parole.
È la mente razionale che non vuole esporsi del tutto, non vuole esplorare strade nuove dove potrebbe sentirsi vulnerabile e si rifugia, perciò, nei cliché e luoghi comuni.
Quale modo più onesto, se non quello di descrivere ciò che proviamo affidandoci alle sensazioni?
È ciò che ha tentato di fare Levante parlando dell’innamoramento, ma non è stato capito da tutti.
La cantautrice ha scelto di rivelare al pubblico una sua parte più autentica, senza usare il filtro della mente razionale. E lo ha fatto in modo raffinato e profondo.
Ha raccontato un amore sconvolgente, capace di toglierle il controllo del corpo. Un amore che fatica a descrivere usando le parole.
Scrivere di sensazioni, e non di emozioni come si usa fare comunemente, è un atto coraggioso.
Le sensazioni travolgono, scombussolano, levano le certezze, ti fanno cambiare, ti mettono in discussione. Ti evolvono.
L'arte dovrebbe essere scomoda, scuotere le coscienze, risvegliarle. Non dovrebbe mai essere rassicurante, proprio come non lo è l'amore.
Io credo che sia questa la strada da intraprendere nella musica, se si punta a evolvere gli animi delle persone.
Brava Levante per averci provato :)